Nextale presenta Spectrum: eMTB di lusso e azione

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Con un evento privato dedicato ad un pubblico selezionato all'interno della elegante location Villa La Personala di Mirandola (MO), il 21 giugno 2023, Nextale ha svelato in anteprima la sua prima biciletta biammortizzata: la Nextale Spectrum.

Nextale Spectrum: il lusso della tecnologia senza compromessi

Alla sua presentazione, Spectrum è stata definita iconica.

Una eMTB in alluminio che il marchio italiano Nextale ha voluto esplicitamente posizionare nel segmento del lusso e che si differenzia da tutte le altre biciclette elettriche da all-mountain per soluzioni tecnologiche senza compromessi.

Ad esempio, la scelta di costruire il tubo verticale direttamente tramite lavorazione dal pieno con processi di fresatura CNC e foratura profonda.

Oppure il cannotto di sterzo, anch'esso ottenuto interamente dal pieno con una lavorazione di diverse ore su una fresa a controllo numerico a 6 assi

I più si chiederanno se queste chicche tecnologiche abbiano un riscontro in termini di guida e noi di EurekaBike - che abbiamo avuto la fortuna di provare la bicicletta in anteprima - possiamo dire che sì, assolutamente, le scelte progettuali usate su tutte le biciclette elettriche Nextale e, in particolare sulla nuovissima Spectrum, per motivi diversi, si fanno notare eccome: sia quando la bicicletta è in movimento, sia quando è posizionata in un salotto.

Questo telaio conferisce alla bicicletta doti di leggerezza, ma soprattutto una versatilità di utilizzo finora sconsciuta e, allo stesso tempo, una precisione dell'anteriore che fa invidia alle migliori biciclette in carbonio di ultima generazione

La filosofia costruttiva di Nextale è quella di attingere a piene mani dalla quarantennale esperienza dell'azienda madre Vierrevi srl nell'ambito delle lavorazioni meccaniche per applicazioni motorsport (Formula 1), aeronautiche e dedicate alle industrie del biomedicale e dell'automazione.

Da questa visione nascono soluzioni inedite come il tubo verticale ricavato dal pieno che consente di aumentare drasticamente la rigidezza laterale del posteriore e l'utilizzo di boccole (leggerissime e perfettamente adatte all'uso) al posto dei classici cuscinetti per il assicurare la scorrevolezza del carro posteriore.

Per scoprire maggiori dettagli sul marchio Nextale puoi controllare la loro pagina brand a questo link.

Montaggio eccellente per Spectrum R ed S

Con un telaio che presenta queste premesse, non si poteva che prevedere dei montaggi altrettanto pregiati.

Ecco quindi che, alla presentazione, sono state svelate la versione R (Braking F.I.R.S.T., ruote in carbonio e cambio elettronico SRAM Eagle XX1 AXS) e la versione S (Magura MT7, ruote in alluminio e SRAM Eagle XX1).

Entrambi questi montaggi sono impreziositi da sospensioni FOX Factory Kashima e da dettagli che vanno dal manubrio Race Face Next Carbon, al telescopico Kashima, sempre di serie sulla versione R.

L'accurata scelta della componentistica è stata dettata anche dalla volontà di creare montaggi escluisivi, il più possibile intrisi di stile italiano. A questo proposito, la parte del protagonista la fa il potentissimo kit motore e batteria Polini EP3+ MX Evo 2023, un vero mostro di coppia, data l'aggiunta di 5Nm al già micidiale Polini MX Evo in versione 2022.

Ma non è finita qui, perché Nextale garantisce che Spectrum sarà al 100% personalizzabile secondo i gusti dei fortunati clienti che vorranno usufruire del servizio di consulenza Nextale, con un esperto dedicato alla definizione del montaggio della bicicletta, fino al più piccolo dettaglio.

Ogni Spectrum è pensata per riflettere l'anima del suo possessore ed è allestita secondo il gusto di chi la desidera: un'opera d'arte dall'identità unica.

E-MTB artigianale made in MotorValley

Il comunicato ufficiale della casa recita:

Spectrum è una eMTB biamortizzata unica nel suo genere, iconica perché è un prodotto di artigianato di lusso, dove qualità e stile raggiungono la loro massima espressione. Destinata a chi desidera distinguersi, a chi ambisce all'esclusività e non ha paura di osare. Il risultato finale è un prodotto fuori dal comune, un gioiello meccanico che coniuga design e performance: arte da salotto e da trail.

Ed effettivamente emergono sulla Spectrum i dettagli della cura artigianale, come ad esempio le saldature TIG eseguite con maestria dai migliori specialisti del mondo.

Grazie a questo connubio di esperienza, visione e tecnologia, Spectrum nasce come un prodotto fuori dagli schemi, dalle forme uniche e dalle performance estreme.

Luxury in Action

A testimoniare gli elevati standard qualitativi e prestazionali di Spectrum, la collaborazione con il campione Carmine del Riccio, atleta Master di livello mondiale, che ha partecipato attivamente allo sviluppo ed ai test dei prototipi di Spectrum, contribuendo alla sua evoluzione finale.

Spectrum è uno status symbol dall'anima italiana, forgiato con un approccio unico guidato dall'innovazione.

Spectrum sembra i grado di mantenere tutte le promesse di essere vero e proprio "Luxury in action", lusso in azione capace di regalare emozioni e di affascinare gli appassionati di tecnica e di esclusività.

Per saperne di più, si può visitare il sito dedicato: https://spectrum.nextale.it/

Eva A.

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13-04-2026 Leggi Read
Novità
Giant vs Pon.Bike: due modelli, un'industria in crisi
Mentre il settore si descrive in downturn, Pon.Bike tiene i ricavi intorno ai 2 miliardi di euro e resta profittevole. Giant cede il 15,5% in un anno. Dietro i numeri, due filosofie industriali divergenti — e una domanda scomoda per la filiera B2B. I due contesti diversi di Giant e Pon.Bike  Il confronto tra Giant Group e Pon.Bike non è una gara, ma uno strumento di analisi. I dati di riferimento, elaborati da Elisa Chiu di Anchor Global, mostrano le curve di ricavo dei due gruppi dal 2018 al 2025, con i dati Pon convertiti da EUR a TWD per renderli comparabili. Il risultato è netto: le due curve si incrociano intorno al 2023 e da lì divergono. Giant declina. Pon tiene. Il confronto non è simmetrico, e questo è esattamente il punto.Giant è un campione industriale puro, mentre Pon.Bike è una holding capital-driven con un portafoglio di brand, una componente di servizi in abbonamento e una radice europea nel cargo e nella mobilità urbana. Confrontarli non significa dichiarare un vincitore, bensì capire quali leve costruiscono resilienza in un mercato che cambia struttura. Dati chiave Giant Revenue 2025: NT$60,25 miliardi (~€1,7 miliardi) Variazione YoY Giant: −15,5% Giant Revenue picco 2022: NT$92,04 miliardi Calo dal picco 2022 al 2025: −34,6% Pon.Bike Revenue 2025: ~€2,0 miliardi (stima) Svolta strutturale Pon: acquisizione Dorel Sports, 2021 Giant: potenza industriale, esposizione ciclica Giant Group ha raggiunto il picco storico di ricavi nel 2022 con NT$92 miliardi, trainato dalla domanda pandemica. Da lì il declino è stato rapido: NT$77 miliardi nel 2023, NT$71 miliardi nel 2024, NT$60 miliardi nel 2025. In tre anni il gruppo ha perso oltre il 34% del fatturato di picco. Le ragioni sono strutturali. Giant è profondamente dipendente dal mercato statunitense via OEM, un canale che ha amplificato la volatilità della domanda post-COVID. Il modello di business rimane centrato sul prodotto — cicli di sviluppo, produzione, wholesale — con scarsa componente di ricavi ricorrenti capace di smorzare le oscillazioni di sell-through. Questo non è una debolezza in sè e per sè, e la profondità manifatturiera di Giant, la capacità di integrazione verticale e l'innovazione di prodotto restano asset strategici di lungo periodo. Ma nel ciclo attuale, quella stessa profondità industriale si traduce in rigidità dei costi fissi e in un'esposizione diretta alle contrazioni di domanda. È semplicemente il prezzo del modello. Pon.Bike: portafoglio, servizi, opacità Pon.Bike ha percorso una traiettoria diversa. Il loro punto dii svolta è stato l'acquisizione di Dorel Sports nel 2021, che ha portato in portafoglio Cannondale, GT Bicycles, Schwinn, Mongoose e Caloi, trasformando Pon in una vera house of brands globale. L'obiettivo dichiarato all'epoca era una combined revenue di circa €2,5 miliardi. Accanto al portafoglio brand, Pon ha costruito una componente di Bike Mobility Services  (con Lease a Bike e BusinessBike) che ha portato revenue ricorrenti strutturalmente decorrelate dalla volatilità del sell-in tradizionale. Swapfiets amplia inoltre la presenza nell'ecosistema demand-driven, mentre Urban Arrow presidia il segmento cargo. Come ha osservato Patricia Ibanez Porcel (Bike and Hike Canada): “La vera divergenza non è solo ‘industriale vs portfolio’. È tra modelli product-centric e customer-lifecycle-centric. Il leasing e i servizi abbassano la volatilità perché agganciano il ricavo alla vita del cliente, non al ciclo di vendita.” Il problema è che questa resilienza è difficile da misurare con precisione. Pon.Bike opera all'interno di Pon Holdings, un gruppo privato con significative attività automotive. Non esistono segment report pubblici che separino la profittabilità del bike business da quella del resto del gruppo. Come sottolinea Tommy Sherlock (The Bicycle Depot): “Quando diciamo che Pon.Bike è profittevole, la domanda reale è: profittevole da sola — o all'interno di una struttura di gruppo diversificata?” La domanda che la filiera B2B dovrebbe porsi Il confronto tra Giant e Pon.Bike è un segnale su dove si stanno concentrando le leve di valore nell'industria. Il modello Pon suggerisce che la resilienza si costruisce diversificando i touchpoint con il cliente finale: non solo vendere bici, ma accompagnare un ciclo d'uso — leasing, manutenzione, abbonamento, dati e servizi data-driven. I brand che sopravvivranno ai prossimi cicli saranno quelli capaci di monetizzare oltre la singola transazione di vendita del prodotto fisico. Questa logica scala verso il basso nella filiera. Il dealer avanzato non è più solo punto vendita, ma diventa hub di servizi, operatore di flotte, gestore di abbonamenti. Cosa ci dice il futuro della geografia del capitale Giant rappresenta l'eccellenza manifatturiera taiwanese. Pon.Bike rappresenta il capitale europeo che aggrega brand e presidia la domanda urbana. Nel medio termine, la variabile dirimente sarà l'e-bike: componenti, software, dati e accesso diretto al cliente. Giant ha la capacità produttiva. Pon ha i touchpoint di servizio. Le mosse dei prossimi 24 mesi diranno molto su chi guiderà la prossima fase dell'industria. Conclusione La divergenza tra Giant e Pon.Bike è reale e strutturale. Le implicazioni per la filiera B2B sono concrete. La prossima verifica arriverà dai dati segmentati di Pon.Bike, quando saranno disponibili. Ma la domanda più rilevante resta un'altra: quanto è replicabile il modello customer-lifecycle nella filiera indipendente, cioè all'infuori di gruppi finanziari di grandi dimensioni? La risposta a questa domanda vale sicuramente di più del confronto tra due grandi gruppi. Nota editoriale Dato critico mancante: nessuna fonte pubblica separa con precisione il contributo di leasing, Urban Arrow e Swapfiets al totale ricavi di Pon.Bike. Quando i filing olandesi saranno disponibili, questo sarà il dato da monitorare per validare o falsificare la tesi della resilienza strutturale. Crediti e fonti Dati e grafico: Elisa Chiu, Anchor Global (LinkedIn, aprile 2026) Commenti: Tommy Sherlock, Patricia Ibanez Porcel, Jean-Sébastien Fabien, Bernd Hake
05-04-2026 Leggi Read

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