L'Inferno del Nord ha il suo Re: Wout Van Aert
Ci ha messo otto anni. Otto anni di cadute, forature, infortuni e rimpianti. Otto anni a tornare ogni aprile su questi pavé maledetti con il cuore spezzato del 2018 cucito addosso — quando, alla sua prima Parigi-Roubaix, perse il compagno di squadra Michael Goolaerts. Domenica 12 aprile 2026, al Velodromo André-Pétrieux di Roubaix, Wout Van Aert — 31 anni, belga, eterno “paperino” atteso alla grande vittoria — ha alzato al cielo il selciato-trofeo più bello del ciclismo mondiale. Lo ha puntato verso il cielo. Per Michael.
Wout Van Aert vince la Parigi-Roubaix 2026, la 123ª edizione della Regina delle Classiche, battendo in volata il Campione del Mondo Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG). Terzo posto per Jasper Stuyven (Soudal-QuickStep), quarto Mathieu Van der Poel, tradito dal destino nell’Inferno di Arenberg.
Risultati Parigi-Roubaix 2026 – Classifica Finale
| Pos. |
Corridore |
Squadra |
Distacco |
| 1 |
Wout Van Aert (BEL) |
Visma-Lease a Bike |
5:16:52 |
| 2 |
Tadej Pogačar (SLO) |
UAE Team Emirates-XRG |
s.t. |
| 3 |
Jasper Stuyven (BEL) |
Soudal-QuickStep |
+0:13 |
| 4 |
Mathieu Van der Poel (NED) |
Alpecin-Premier Tech |
+0:15 |
| 5 |
Christophe Laporte (FRA) |
Visma-Lease a Bike |
s.t. |
| 6 |
Tim Van Dijke (NED) |
Red Bull-Bora-Hansgrohe |
s.t. |
| 7 |
Mads Pedersen (DEN) |
Lidl-Trek |
s.t. |
| 8 |
Stefan Bissegger (SUI) |
Decathlon CMA CGM |
+0:20 |
| 9 |
Nils Politt (GER) |
UAE Team Emirates-XRG |
+2:36 |
| 10 |
Mike Teunissen (NED) |
XDS Astana |
s.t. |
La Corsa: caos, forature e un duello da leggenda
I protagonisti in fuga dal settore 12
La Parigi-Roubaix 2026 è stata una delle edizioni più imprevedibili e spettacolari degli ultimi decenni — la più veloce di sempre, con la velocità che nei momenti più accesi ha superato i 50 km/h. Lungo i 258,3 km da Compiègne al velodromo di Roubaix, con 54,8 km di pavé distribuiti su 30 settori, la corsa ha visto i suoi attori principali fare i conti con la crudeltà dell’Inferno del Nord.
Van Aert e Pogačar si sono staccati dal gruppo al settore 12, costruendo un vantaggio che nessun inseguitore è riuscito a ricucire. Due rivali, un obiettivo, 258 km di guerra sul selciato. La scena era perfetta per un duello da manuale.
La Tragedia di Van der Poel ad Arenberg
Il copione sembrava destinato a includere anche Mathieu Van der Poel — tre volte vincitore dell’Inferno del Nord, il dominatore assoluto delle ultime edizioni. Ma la Trouée d’Arenberg ha fatto giustizia brutale: doppia foratura, cambio bici caotico, fino a 2 minuti di distacco accumulati nel momento peggiore della sfortuna. Eppure Van der Poel non ha alzato bandiera bianca: un inseguimento furibondo, degno del suo talento, lo ha riportato fino al quarto posto finale a soli 15 secondi — quasi un’impresa nell’impresa. La vittoria era però già altrove.
Le forature di Pogačar: Il campione del mondo non si arrende
Anche Tadej Pogačar ha vissuto il suo personale calvario. Tre forature, tre cambi di bici: a un certo punto lo sloveno aveva già accumulato un minuto di ritardo prima ancora di arrivare ad Arenberg. Un inseguimento estenuante grazie a una squadra UAE straordinaria lo ha riportato in gara. Il Campione del Mondo è tornato sotto, ha lottato sui settori più duri del finale, ha guidato il duo in testa fino all’ingresso nel velodromo. Ma la freschezza fisica era compromessa.
Come ha ammesso lo stesso Pogačar dopo il traguardo: “Non era ideale. Ho avuto tre forature e tre cambi di bici. Avevo una squadra forte che mi ha riportato su prima di Arenberg, ma ero già cotto. Con Wout non avevo le gambe per staccarlo sui pavé. Ho visto subito che sarebbe stata missione impossibile. Ho dato il massimo in volata, ma è difficile batterlo in sprint.”
E sulle sue condizioni fisiche nel finale, con una sincerità disarmante: “Avevo le gambe come spaghetti.”
La volata al Velodromo: Van Aert fa la storia
I due entrano nel Velodromo André-Pétrieux insieme, Pogačar a condurre, Van Aert in scia. Gli spalti esplodono. Nei 400 metri finali della pista, il belga lancia la sua volata con la potenza di chi aspetta questo momento da quasi un decennio. Pogačar risponde, ma non basta. Van Aert taglia il traguardo per primo, le braccia al cielo, il volto scaricato da otto anni di attesa.
Dietro, a 13 secondi, Stuyven anticipa il gruppo degli inseguitori in cui Van der Poel — nonostante tutto — riesce a recuperare il quarto posto.
Van Aert: “Questa Vittoria è per Michael”
Le parole di Wout Van Aert dopo la vittoria sono destinate a restare nella storia del ciclismo:
“Significa tutto per me. È un obiettivo dal 2018, da quando in quella corsa persi un compagno di squadra, Michael Goolaerts. Da allora è sempre stato il mio sogno puntare il dito verso il cielo. Questa vittoria è per Michael, ma soprattutto per la sua famiglia.”
“Ho smesso di crederci tante volte, ma il giorno dopo mi sono sempre svegliato e ho ricominciato a lottare. Sinceramente, non poteva esserci modo più bello: andare alla volata con il Campione del Mondo, batterlo uno contro uno è qualcosa di davvero speciale per me.”
“È una corsa caotica. Penso che ogni corridore arrivato al velodromo abbia la sua storia, ed è per questo che è così bella.”
Il significato storico: il secondo monumento per Van Aert
Con questa vittoria, Wout Van Aert conquista il secondo Monumento della carriera, confermandosi tra i più grandi classicisti della sua generazione. Un successo che arriva dopo una serie di stagioni segnate da infortuni gravi, rimpianti sportivi e una resilienza che lo ha reso uno dei corridori più amati dal pubblico mondiale.
Per Pogačar, invece, la Parigi-Roubaix rimane l’unico Monumento mancante nella sua collezione. Lo sloveno aveva già 12 Monumenti in carriera (5 Lombardia, 3 Liegi, 3 Fiandre, 1 Sanremo 2026): l’Inferno del Nord continua a resistere. Come aveva profetizzato Davide Cassani alla vigilia, le forature hanno cambiato la storia della gara — e le gambe di Pogačar con le pietre non erano più quelle del corridore fresco che avrebbe forse potuto staccare Van Aert.
Van der Poel, dal canto suo, vede svanire il sogno del quarto successo consecutivo alla Roubaix, fermato dall’unico nemico che nessuna preparazione può sconfiggere: la sfortuna meccanica.
Italia protagonista: Davide Donati vince la Roubaix U23
La giornata italiana non si esaurisce con le lacrime di Pogačar. Al Velodromo André-Pétrieux ha sventolato anche il tricolore, grazie a Davide Donati, 21enne bresciano della Red Bull-Bora Hansgrohe Rookies, compagno di squadra di Lorenzo Finn. Il giovane azzurro ha vinto la Parigi-Roubaix Under 23 2026, battendo tutti in uno sprint a nove e relegando al secondo posto l’irlandese Woody e al terzo l’olandese Van Den Eijnden.
È il primo italiano a vincere la Roubaix U23 dal 2016, quando ci riuscì un certo Filippo Ganna. Una notizia che, nell’ottica del ciclismo italiano, vale quanto una medaglia: Donati ha già alzato le braccia tre volte tra i professionisti (un Giro di Vallonia, un successo l’anno scorso e due al Giro di Sardegna di febbraio) e a soli 21 anni si candida ad essere uno dei nomi da seguire nelle prossime Classiche del Nord.
Roubaix 2026 in pillole
Chi ha vinto la Parigi-Roubaix 2026?
Wout Van Aert (Visma-Lease a Bike) ha vinto la Parigi-Roubaix 2026, battendo Tadej Pogačar in volata al Velodromo di Roubaix.
Qual è la classifica finale della Parigi-Roubaix 2026?
1° Van Aert, 2° Pogačar, 3° Stuyven (+13”), 4° Van der Poel (+15”), 5° Laporte.
Perché Pogačar non ha vinto la Parigi-Roubaix 2026?
Pogačar ha subito tre forature e altrettanti cambi di bici durante la corsa, arrivando alla volata finale con le gambe compromesse dall’inseguimento.
Van der Poel si è ritirato alla Parigi-Roubaix 2026?
Van der Poel non si è ritirato, ma ha subito una doppia foratura nella Foresta di Arenberg, perdendo contatto con i migliori e chiudendo quarto.
È la prima vittoria di Van Aert alla Parigi-Roubaix?
Sì, è la prima vittoria di Van Aert all’Inferno del Nord, il secondo Monumento della sua carriera dopo anni di tentativi, infortuni e rimpianti.
Chi ha vinto la Parigi-Roubaix U23 2026?
L’italiano Davide Donati (Red Bull-Bora Hansgrohe Rookies), 21 anni, ha vinto la Parigi-Roubaix Under 23 2026. È il primo italiano a riuscirci dal 2016, quando vinse Filippo Ganna.