I risultati dell'Enduro World Series a Finale Ligure: migliore italiano Matteo Raimondi

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La Enduro World Series (EWS) si è conclusa in maniera degna di nota in Italia al Bluegrass EWS di Finale Ligure.
In un luogo immerso nella storia di questo sport, i piloti sono saliti sulla linea di partenza per la terza e ultima gara dell'anno. Con quasi 60 km di pedalata e quattro tappe impegnative, questa gara è stata progettata per spingere i ciclisti al massimo, e le aspettative sono state più che rispettate.

Enduro Live Results:

Nella gara maschile anche Jesse Melamed (Rocky Mountain Race Face Enduro Team) ha messo subito le cose in chiaro, dato che anche ha rifilato dieci secondi al resto del gruppo già dopo la prima prova speciale. Il vincitore di Pietra Adrien Dailly (Lapierre Zipp Collective) ha chiuso secondo PS1, ma non è riuscito a mantenere la posizione dopo una foratura seguita da una caduta in PS2 ed è stato messo fuori dai giochi. Melamed ha continuato a martellare, vincendo la seconda e la terza tappa e consolidando il suo vantaggio con un inattaccabile vantaggio di 17 secondi in vista della quarta e ultima prova. È stato Jack Moir (Canyon Collective) a vincere la PS4, ma non è stato sufficiente per spodestare Melamed, che ha navigato verso la terza vittoria EWS della sua carriera. Florian Nicolai (Trek Factory Racing) ha ottenuto un secondo posto come ha fatto a Pietra lo scorso fine settimana, con Moir che ha replicato pure lui il suo terzo posto. 

Da sottolineare il 14° posto assoluto dell'italiano Matteo Raimondi che, con una gara impeccabile conquista il suo miglior piazzamento in carriera ad una gara di livello mondiale.

L'italiano Martino Fruet ha portato a casa la vittoria dei Master Men, seguito da Cedric Ravanel (Commencal Enduro Team) al secondo e Karim Amour al terzo. Daniela Michel della Svizzera ha vinto la categoria Master Women.


Nella gara femminile Morgane Charre (Pivot Factory Racing) ha avuto il controllo sin dalla prima PS, mettendo oltre dieci secondi fra lei e la seconda, Melanie Pugin, vincitrice della precedente gara il Vittoria EWS di Pietra Ligure. Un problema meccanico per Pugin nella seconda prova ha permesso alla Charre di estendere il suo vantaggio e, nonostante la Pugin abbia vinto le ultime due prove speciali, ciò non è stato sufficiente per impedire alla Charre di conquistare la sua prima vittoria in un evento EWS. Pugin ha concluso la giornata al secondo posto, con Estelle Charles che ha ottenuto il suo miglior piazzamento in carriera con un terzo posto.

Nella U21 Men Brady Stone (Theory Global Enduro Team) ha conquistato la vittoria, con Luke Meier-Smith al secondo e terzo posto a Jamie Edmondson. Harriet Harnden (Trek Factory Racing) ha vinto la sua terza vittoria consecutiva nella U21 Women con l'italiana Sophie Riva al secondo posto.

Senza un campionato individuale nel 2020 è stato lasciato alle squadre di darsi battaglia, ed è stato il Pivot Factory Racing a vincere, seguito da Trek Factory Racing al secondo e Rocky Mountain Race Face Enduro Team al terzo.

Questo è tutto per l'Enduro World Series 2020, non resta che ringraziare tutti i team, i piloti, gli organizzatori, lo staff e i volontari per il loro supporto in quest'anno così difficili. Arrivederci al 2021.

Segui questo link dei video highlights del round 3 dell'EWS 2020 a Finale Ligure, Italia:

 

Results (first 25 of Men category):

1 Jesse Melamed CAN Rocky Mountain Race Face 00:21:21.60
2 Florian Nicolai FRA Trek Factory Racing +00:08.98
3 Jack Moir AUS Canyon Collective +00:13.11
4 Theo Galy FRA Sunn Enduro Factory Team +00:19.74
5 Edward Masters AUS Pivot Factory Racing +00:35.57
6 Charles Murray AUS Pivot Factory Racing +00:36.97
7 Jose Borges POR Miranda Factory Team +00:37.47
8 Kevin Miquel FRA Sunn Enduro Factory Team +00:37.54
9 Slawomir Lukasik POL - +00:37.92
10 Martin Maes BEL GT Factory Racing +00:40.59
11 Dimitri Tordo FRA Canyon Collective +00:41.27
12 Zakarias Blom Johansen SWE Cube Action Team +00:46.15
13 Youn Deniaud FRA Giant Factory Off-Road +00:46.33
14 Matteo Raimondi ITA - +00:47.15
15 Alex Rudeau FRA Commencal Enduro Team +00:47.56
16 Gregory Callaghan IRE Unior Devinci Factory Racing +00:49.1
17 Christian Textor GER Team BULLS +00:49.54
18 Antoine Vidal FRA Commencal Enduro Team +00:50.29
19 Guillaume Larbeyou FRA - +00:52.2
20 Joseph Nation AUS - +00:54.49
21 Cole Lucas AUS Ibis Enduro Team +00:55.71
22 Pedro Burns Contreras CUB Trek Factory Racing +01:02.01
23 Rhys Verner CAN Kona Factory Team +01:02.98
24 Stanislav Sehnal CZE - +01:03.27
25 Edgar Carballo Gonzalez ESP Orbea FOX Enduro Team +01:04.39

 

For more results see the source at this link.

Source: Enduro World Series Official Website

Jacopo Vigna

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12-04-2026 Leggi Read
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Operazione Roubaix": Pogačar a caccia dell'immortalità nel ciclismo 2026
Pogačar e il Monumento che manca: perché la Parigi-Roubaix è l'ultima frontiera Ci sono imprese sportive che definiscono un'epoca, e poi c'è quello che Tadej Pogačar sta tentando nella primavera del 2026 — qualcosa che non ha precedenti nel ciclismo moderno. Con 11 vittorie ai Monumenti già scritte nella storia, il 27enne sloveno è a un solo successo dall'entrare in un club esclusivo di soli tre corridori che hanno mai conquistato tutti e cinque i Monumenti: Eddy Merckx, Rik Van Looy e Roger De Vlaeminck. Il pezzo mancante? La Parigi-Roubaix — l'Inferno del Nord. La corsa che non mette alla prova solo le gambe, ma i nervi, la bicicletta, le ossa e la fortuna. Con il Giro delle Fiandre il 5 aprile e la Parigi-Roubaix il 12 aprile, le prossime due settimane potrebbero riscrivere la storia del ciclismo. O forse no. Perché sul pavé della Francia del Nord, nessuno — nemmeno Pogačar — ha garanzie. Milano-Sanremo 2026: una vittoria da leggenda, con la tuta insanguinata Se avevi ancora dubbi che Pogačar operi su un piano diverso dagli altri, guarda a quello che è successo alla Milano-Sanremo del 22 marzo 2026. A soli 6km dalla Cipressa, è rimasto coinvolto in una brutta caduta che ha strappato la sua tuta e lo ha lasciato sanguinante. Un corridore normale avrebbe perso il contatto. Pogačar ha invece fatto tempi record sia sulla Cipressa che sul Poggio, riducendo i 300km della classica a uno sprint a due con Tom Pidcock — vinto per soli 4 centimetri. Prima Milano-Sanremo in carriera, undicesimo Monumento e un'ennesima dimostrazione che la sua resilienza fisica e mentale non ha pari nel gruppo attuale. Dopo il traguardo, il messaggio al mondo era cristallino: "La forma è perfetta. La squadra è pronta. Forza, via con i sampietrini." Il palmares ai Monumenti: i numeri di un fuoriclasse generazionale Per capire la portata di quanto ha già ottenuto Pogačar, vale la pena vedere i suoi risultati ai Monumenti uno per uno. Le sue 11 vittorie si distribuiscono su quattro diverse corse, conquistate nel giro di pochi anni: Il Lombardia: 5 vittorie (2021, 2022, 2023, 2024, 2025) — la sua corsa preferita Liegi-Bastogne-Liegi: 3 vittorie (2021, 2024, 2025) Giro delle Fiandre: 2 vittorie (2023, 2025) Milano-Sanremo: 1 vittoria (2026) Parigi-Roubaix: 0 vittorie — l'unica che ancora gli manca Il numero che mette tutto in prospettiva: Eddy Merckx, il più grande di sempre, a 27 anni aveva già 12 vittorie nei Monumenti. Pogačar è a 11. Sta inseguendo la carriera del Cannibale con una precisione inquietante — e ha ancora anni davanti a sé. Solo Fausto Coppi, nella storia del ciclismo, si era avvicinato a questa combinazione di vittorie tra i Monumenti e i Grandi Giri. Perché la Parigi-Roubaix è diversa da tutte le altre corse Ogni Monumento ha la sua identità. Il Lombardia ha le sue montagne e il fascino dell'autunno. La Liegi ha le sue salite brutali nelle Ardenne. Il Fiandre ha i suoi iconici muri brevi e ripidi. Ma la Parigi-Roubaix è un'altra cosa. La 123ª edizione coprirà circa 257km da Compiègne al velodromo di Roubaix, con 30 settori di pavé per un totale di circa 55km di selciato sconnesso al cuore della sfida. Ciò che rende la Roubaix unica è la sua imprevedibilità. Il pavé punisce le forature, la sfortuna e il minimo calo di concentrazione. I migliori corridori del mondo si sono ritrovati fuori dai giochi per una gomma a terra nel momento sbagliato o per una caduta su un settore bagnato. La potenza da sola non basta — servono il DNA del corridore da pavé, un fisico capace di sostenere ore di vibrazioni violente a ritmo di gara, e la tecnica per affrontare i settori a piena velocità senza perdere il controllo. Pogačar lo sa bene, e si è preparato con serietà. All'inizio della stagione ha completato una ricognizione di 210km del percorso insieme al compagno di squadra Florian Vermeersch, testando il materiale e leggendo i settori acciottolati in condizioni umide. "È stato un buon allenamento. Ci siamo trovati bene sulle pietre, belle sensazioni", ha raccontato. Non si lascia nulla al caso. Giro delle Fiandre 2026: il preludio alla storia Prima della Roubaix, il 5 aprile c'è il Giro delle Fiandre. Per Pogačar, questa corsa offre la possibilità di conquistare un terzo successo al Fiandre — e il lotto di partecipanti di questa edizione potrebbe essere il più forte della storia recente. Il testa a testa tra Pogačar, Mathieu van der Poel e Wout van Aert, con la variabile aggiuntiva di Remco Evenepoel al suo debutto al Fiandre per il Red Bull-BORA-hansgrohe, è il tipo di sfida che gli appassionati di ciclismo raramente hanno il privilegio di vedere. Van der Poel arriva in forma ominosa. Nonostante un infortunio alla mano riportato alla caduta della Milano-Sanremo, il campione olandese ha firmato una vittoria in solitaria da brividi all'E3 Saxo Classic con 42,2km di fuga — lanciando un messaggio chiarissimo ai rivali. È il campione uscente della Parigi-Roubaix, vincitore per tre volte della corsa. Se Pogačar vuole completare la sua collezione di Monumenti, dovrà passare sopra Van der Poel. E non è mai semplice. Il club esclusivo: solo tre corridori nella storia hanno vinto tutti e cinque i Monumenti La portata di ciò che Pogačar sta inseguendo diventa ancora più chiara quando si realizza quanti corridori abbiano mai raggiunto questo traguardo. 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Interrogato sulla scelta tra un quinto Tour de France e la Parigi-Roubaix, la sua risposta ha rivelato tutto sul suo modo di pensare: "Penso che sceglierei la Roubaix, perché il Tour l'ho già vinto quattro volte. La differenza tra zero e uno è più grande della differenza tra quattro e cinque." È il ragionamento di un corridore che non insegue i numeri fine a se stessi, ma è genuinamente guidato dalla sfida di riuscire in qualcosa che sembra quasi impossibile. La Parigi-Roubaix non è mai stata la sua corsa — ancora. E per Pogačar, è esattamente questo il punto. Cosa aspettarsi: i settori chiave del pavé da seguire Per chi si appresta a seguire la gara il 12 aprile, ecco i settori di pavé decisivi che con ogni probabilità determineranno il vincitore. Il settore a cinque stelle della Trouée d'Arenberg (settore 16, circa 2,4km di pavé brutale attraverso la foresta) è sempre un momento chiave di selezione. Il Mons-en-Pévèle (settore 11, 3km) è il punto in cui i corridori di potenza lanciano le loro offensive. E l'assalto finale inizia al Carrefour de l'Arbre (settore 4, 2,1km), a soli 16km dal velodromo — l'ultimo tratto in cui si può tentare un attacco vincente o difendere un vantaggio. Con le condizioni giuste — idealmente un po' di pioggia che rende le pietre scivolose e la corsa più caotica — il corridore più forte tende a prevalere. E nel 2026, quel corridore potrebbe ben essere Tadej Pogačar. Conclusione: due settimane che potrebbero definire una carriera già leggendaria Il ciclismo ci ha regalato campioni straordinari nel corso dei decenni. Ma quello che sta facendo Tadej Pogačar in questo momento — a 27 anni, nel pieno di una carriera che sembra già storica — è qualcosa di raro. Due corse, due settimane, un'unica chance di immortalità. Il Giro delle Fiandre il 5 aprile. La Parigi-Roubaix il 12 aprile. Qualunque cosa accada, stiamo assistendo a uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi al culmine delle sue capacità. In EurekaBike seguiremo ogni chilometro di pavé con la stessa passione che spinge ogni ciclista — che tu stia inseguendo un Monumento o il tuo miglior tempo del domenicale. Per questo amiamo il ciclismo.
03-04-2026 Leggi Read

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